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Negli ultimi anni il mercato degli scooter si è notevolmente
allargato, in termini di numeri ma soprattutto in termini di
cilindrata. Un motore da 300/400 cc un tempo avrebbe certamente
motorizzato un modello top di gamma, oggi si limita alla fascia media,
alla middle class; anche perché, sull’onda di quello che accade nel
mercato automobilistico, cilindrate, pesi e dimensioni sono
incrementati notevolmente: mi vien da scrivere, in maniera esagerata e
poco pratica.
A dare fondamento a quanto asserito sopra ci sono i numeri, quelli relativi alle vendite degli scooter in Italia. Numeri che, tranne pochissime eccezioni e senza guardare alla “ottavo di litro”, premiano la media cilindrata 250/300, forse anche per l’equilibrio tra prestazioni, costi di gestione e fruibilità.
A Taiwan, dove ha sede la Kymco, hanno dimostrato di avere fiuto: i
numeri e le percentuali di vendita dei loro prodotti sono in costante
crescita da anni, crisi o non crisi. Ecco allora che nella sua gamma
sono presenti tre valide proposte per competere in questa interessante
e combattuta fascia di mercato: People, Xciting e Downtown. In questo
caso, abbiamo focalizzato la nostra attenzione sui due modelli a ruota
bassa: il navigato Xciting R 300i e il recentissimo Downtown 300i,
curiosi più che altro di saggiare le differenze tra i loro motori.
I puntini sui cc
Per prima cosa, infatti, va sottolineato che tra questi due scooter il “vero” trecento è il Downtown, il cui monocilindrico è l’unico del mercato a cilindrata piena.
Tutti gli altri - Xciting compreso, visti i suoi 270 cc - fluttuano dai
263 ai 278 cc effettivi, ma per motivi di marketing e immagine vengono
arrotondati verso l’alto. Giusto per la cronaca, questa consuetudine un
po’ furbetta, se ricordiamo bene, venne introdotta per la prima volta
da Yamaha, con l’XC300 Versity e con il gemello Kilibre dell’affiliata
francese MBK (marchio, quest’ultimo, sparito dall’Italia ormai dal
2004).
I nostri due Kymco li trovate in promozione dai concessionari a prezzi di listino di 3.999 Euro (anziché 4.399) l’Xciting, e 4.299 Euro (anziché 4.699) il Downtown,
che giustifica il maggior esborso grazie a un livello di finiture
superiore, ma soprattutto al suo nuovissimo motore K5, che può contare
su ben 32,8 cv (24,1 kW) contro i già buoni 23,8 cv (17,5 kW) del
“duesettanta”.
Gemelli diversi
Sulle prime, i due protagonisti del nostro confronto potrebbero apparire quasi gemelli,
per tipologia, stile e immagine sono quasi sovrapponibili; ma a ben
guardare, il Downtown offre qualche cosa di più. Materiali e finiture
sono di buon livello su entrambi, ma il nuovo arrivato è più ricercato,
ed è sufficiente sedersi sulle rispettive selle e dare una rapida
occhiata in giro per notare le differenze. La strumentazione dell’ Xciting, pur offrendo più o meno le stesse informazioni, è decisamente meno appariscente e soprattutto meno leggibile
di quella del Downtown (la spia della riserva è di dimensioni ridicole,
e la doppia scala del tachimetro in miglia/km/h ne disturba la
lettura). Il Downtown ha un cruscotto più automobilistico e di facile consultazione,
anche se ancora adesso mi chiedo a cosa serva il contagiri su uno
scooter con il variatore, se non ad occupare spazio! E la cosa vale per
tutti, naturalmente.
Ben dotati
Entrambi gli scooter garantiscono una buona capacità di carico, con un discreto vantaggio per il Downtown che ha un vano più profondo che può contenere un casco integrale ed un jet,
mentre quello dell’Xciting è meno profondo, e si limita a contenere un
casco e altri oggetti, magari una tuta antipioggia. Quest’ultimo però
presenta una comoda presa a 12Volt con annesso un funzionale
portacellulare: particolare, quest’ultimo, assente sul fratello
maggiore, che alloggia la presa di corrente nell’angusto vano presente
nello scudo anteriore, che per altro è privo di serratura, a differenza
di quello dell’Xciting). Un appunto ai progettisti è d’obbligo, a proposito dell’assenza di freni di stazionamento (freno a mano) e della funzionalità dell’illuminazione dei vani sottosella:
se la lampadina la posizionate sul fondo e non nella parte alta, è
sufficiente appoggiare un paio di guanti per annullarne l’utilità.
Entrambi i mezzi sono dotati di sistemi anti-intrusione a protezione del blocchetto di accensione.
Con modalità diverse si può infatti impedire l’accesso alla
serratura: più pratico il Downtown, che tramite un pulsantino sposta
una “ghigliottina” metallica che occlude la serratura; per sbloccarla è
sufficiente utilizzare il retro della chiave di accensione. L’Xciting è
invece dotato di un sistema a funzionamento magnetico, sempre a
ghigliottina, ma per aprirla e chiuderla serve una seconda chiave.
Sotto sotto
Sotto i vestiti i due scooter sono ben diversi: hanno entrambi in tubi d’acciaio e piastre saldate, con i serbatoi del carburante sotto le rispettive pedane. Sull’Xciting, però, il tappo di rifornimento è
piazzato sul retro-scudo, in alto a destra, mentre sul Downtown è
classicamente in basso, sul tunnel centrale. Le capacità dei due
serbatoi, in ogni caso, sono quasi equivalenti: 12,8 litri sull’Xciting, 12,5 sull’altro.
Schema simile per le sospensioni posteriori, con doppio ammortizzatore
regolabile nel precarico (operazione effettuabile con qualche
difficoltà, causata dall’ingombro del terminale di scarico); parlando
di sospensioni anteriori, invece, l’Xciting
prevale nettamente a livello tecnico, visto che vanta addirittura una
forcella motociclistica a doppia piastra, con steli da 40 mm di diametro. Quella del Downtown, invece, è la classica forcella a steli corti, da 37 mm di diametro.
La connotazione più sportiva del primo, sottolineata dalla denominazione “R”, viene inoltre enfatizzata dai tre dischi a margherita, con pinze freno color rosso fuoco. Ma non è tutto, perché l’impianto dell’Xciting è anche di tipo combinato:
la leva destra sul manubrio agisce quindi solo sul disco anteriore
destro, mentre la sinistra aziona contemporaneamente – con la
mediazione di un ripartitore di frenata – sia sul disco anteriore
sinistro che sul posteriore. Sul peraltro più leggero Downtown (179 kg
dichiarati a secco contro 189 del fratello più anziano) a dispetto
delle prestazioni velocistiche superiori, troviamo invece due soli
dischi, uno anteriore e uno posteriore.
Ai blocchi di partenza
Il confronto, non più sulla carta bensì su strada, vede chiaramente prevalere il più giovane e prestante Downtown 300i; ma qualche soddisfazione se la toglie ancora anche l'Xciting R 300i, che perde la guerra ma si aggiudica più di una battaglia.
La prima cosa che balza all'occhio, o meglio, alle terga, è la diversa
impostazione di guida. Chi guida l'Xciting R 300i può scegliere se
guidare "lungo", quindi con i piedi che poggiano sulla parte alta della
pedana - postura discretamente comoda - oppure posizionarli sul piano
orizzontale, con la possibilità che i più alti si ritrovino seduti
leggermente infossati con le ginocchia che sfiorano i gomiti,
soprattutto durante le inversioni di marcia. Ben diversa la situazione
sul Downtown 300i, che obbliga (almeno chi oltrepassa i 170 cm di
altezza) a poggiare i piedi solo sulla parte piana della pedana, a meno
di non guidare con le gambe in posizione improbabile e decisamente
scomoda.
“Entrambi gli scooter garantiscono una buona capacità di carico, con un discreto vantaggio per il Downtown”
Mossi i primi metri, l'Xciting mostra di trovarsi più a proprio agio nel traffico:
l'ampia leva offerta dal manubrio particolarmente aperto, garantisce un
ottimo feeling di guida. Il suo monocilindrico, grazie anche alla minor
potenza e coppia, si dimostra più fluido e gestibile nell'uso urbano, mentre il potente 300 del Downtown è sì più performante e rapido nel prendere i giri – anzi, è fin troppo esuberante quando l’aderenza è scarsa - ma si deve ruotare la manopola del gas con dolcezza per evitare andature ad elastico. Di quest’ultimo va anche lodata la fluidità della trasmissione. L’impianto elettrico dell’Xciting ha invece manifestato qualche capriccio, mettendo fuori uso la candela.
Entrambi i Kymco sono dotati di selle ben conformate, ma non
particolarmente imbottite anteriormente, con un leggero vantaggio per
quella del Downtown; i passeggeri non si possono affatto lamentare per
l’accoglienza, dal canto loro, e le pedane a loro dedicate (estraibili
sull’Xciting) offrono una funzionalità discreta.
Sul liscio
Se i nostri due scooter si comportano entrambi in maniera equilibrata e
discretamente confortevole, finché si percorrono asfalti e strade
levigate, le tarature tendenti al rigido delle loro sospensioni emergono immediatamente non appena affiorano le asperità, vedi pavè: entrambe le forcelle faticano infatti a filtrare le sconnessioni, mentre gli ammortizzatori riportano con perfida precisione le singole imperfezioni del terreno
sul fondoschiena del guidatore e del suo eventuale passeggero.
Sull’Xciting, oltretutto, affrontando tratti di ciottolato vibra
fastidiosamente anche il manubrio, particolare che potrebbe anche
essere legato ad una mancanza di rigidità del telaio – o più
probabilmente può dipendere dalla gomma – e che sul Downtown non è
emerso.
Messe le ruote fuori dalla città, il maggior spunto e la potenza nettamente superiore del Downtown lo pongono su un gradino nettamente superiore rispetto all’Xciting:
sorpassi e riprese sono pane per i suoi denti, mentre con il “vecchio”
270 cc si deve attendere per qualche istante la risposta. Non che sia
pigro, anzi, ma 9 cavalli in più e 33,9 Nm di coppia contro 23,5 sono
una bella differenza.
Maggiore la protezione dall’aria offerta dal parabrezza del Downtown,
che permette di affrontare lunghi trasferimenti con un flusso d’aria
che investe parte delle spalle e, per i più alti, la parte superiore
del casco. Più rastremato, quindi leggermente meno funzionale, il
plexiglas fumè dell’Xciting.
Sportivi “fuori”
Che la caratterizzazione estetica sia sportiva lo si è capito, ma
che lo sia di fatto anche il carattere è tutto un altro paio di
maniche. Entrambi questi scooter soffrono la guida nervosa e
soprattutto allegramente disinvolta, con l’aggravante, per il Downtown, di avere un impianto frenante che non offre un mordente adeguato se non aggrappandosi alle leve (peraltro regolabili), a differenza di quello dell’Xciting, generalmente più performante. Guidare puliti e su ritmi rilassati evita quindi l’innescarsi di fastidiosi ondeggiamenti della ciclistica, mentre le buone capacità di piega di entrambi è meglio sfruttarla alle basse e medie velocità.
A spanne
Senza badare troppo al risparmio, e quindi utilizzando la manetta senza
troppi riguardi, abbiamo registrato consumi di circa 23/25 km/litro sia
in autostrada che nell’uso quotidiano – ovvero strade urbane ed
extraurbane - per entrambi i Kymco. Una bella soddisfazione per il più
potente Downtown 300, non c’è che dire.
Visti da lei
di Cristina Bacchetti
Dovendo dare un consiglio alle fanciulle dueruotiste, dopo un paio d'ore in sella ai due Kymco direi, senza dubbio, Downtown: i 10kg in meno si sentono tutti e l'interasse contenuto (1.553 mm contro i 1.590 dello Xciting), gli regala qualche punto in agilità.
Il motore da 299cc (il primo 300 "vero" sul mercato degli scooteroni) è
scattante, divertente e sempre pronto, grazie anche ai 9 cv e ai 30cc
in più rispetto allo Xciting, che monta un motore monocilindrico da 270
cc e 23,8 cv.
Per i rider metropolitani che invece cercano un mezzo più "aggressive", l'Xciting 300 R offre un look più grintoso,
e sfoggia particolari da gran galà dello sport, come le pinze rosse e
il doppio disco anteriore, che non sarebbe stato male vedere (magari
non a margherita come quello del fratellone sportivo) anche sul
Downtown.
Un po' pesante nelle manovre da fermo, vista la mole imponente, ma comunque veloce e disinvolto nel traffico,
l'Xciting, in questa versione "R" va ad infastidire, insieme al suo
predecessore da 500cc, sportivoni ben più noti, in forza di un prezzo
decisamente più contenuto.
Parimerito tra i due 300 per quanto riguarda il lato "pratico":
sono entrambi dotati di presa 12volt per le (tante) volte che ci
dimentichiamo di caricare l'inseparabile cellulare, le selle sono
grandi e comode, e i vani sottosella spaziosi e illuminati.
Francesco Paolillo
28/01/2010
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